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Infanzia a Mormanno (da “poesie inedite”)



Or di mia verde età cari ricordi

vividi nella mente a volte scorgo:

quando dal nonno (1) repentin destato,

lupi azzannanti l’approntato pasto (2)

al chiar di luna ammirato scorgéa,

e del fucile all’assordante suon

lesto fuggèa; o se, spericolato,

per l’erto incerto sentiér di Carpinéta

ratto corrèa; o se a scuola al mattìn

dalle centrali, pur carco di libri,

nella livida man “lu scarfareddhru”(3) ,

per scoscesi sentier, ai piedi scarpe

dalle lucenti “tacce”(4) , agilmente

muovevo ; o se per ore chino

su vari ostici testi il mio scarso saper

vieppiù ampliavo; o se scalzo, nel tardo

meriggiar,del Battendieri brevi tratti

esplorando, delle argentee guizzanti

trote veloce presa ,con successo, attuavo,

sempre contento a frugal cena sedèa,

quindi nel letto dolce quiete godéa!

E mentre di fiume al monoton flusso

da sotto alto s’unìa di rotanti pale (5)

variabil rombo, allor di Tex il grande

le magiche avventur, con me in sua vece,

già lieto rivivéa, e l’anelato

sereno sonno a me pago giungéa.

1 Raffaele Apollaro, detto Parisi, centralista dell’impianto idroelettrico Battentieri 1°.

2 Era detto”lo strascico”, ogni tanto dalle colline vicine si lasciavano ossa o ritagli di carne per attirare i lupi fino alla fine del vallone di fronte alla centrale, dove venivano lasciati più pezzi affinché per qualche minuto i lupi fossero a portata di fucile.

3 Scatola di latta senza coperchio, con un chiodo tutta bucata intorno ed all’interno della brace viva. Legata da due lati con un sottile fil di ferro, si roteava al mattino camminando per riscaldare poi a scuola le dita o il calamaio, che durante l’inverno spesso gelavano.

4 Chiodini dalla testa molto ampia,inseriti nella suola e sulle punte per evitare una probabile repentina usura.

5 Nella turbina, dove mutava il suono a seconda della loro apertura al getto d’acqua per la richiesta di energia.

Ultimo aggiornamento (Domenica 17 Gennaio 2016 10:02)

 

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