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BONIFACIO VIII - Un Papa da rivalutare?
Giovedì 10 Dicembre 2009
Questa pubblicazione rappresenta una ricerca storico-letteraria a cura dell'Autore, con una introduzione di Mons. Don Giuseppe Oliva.
Mormanno - Dalle origini alla fine del XVI secolo
Giovedì 10 Dicembre 2009
In questa accurata indagine storica, l'Autore inizialmente argomenta, tra tante, la sua ipotesi di origine romana del nome di Mormanno. Attraverso... Leggi tutto...
Mormanno - Guida storica alla Rievocazione della Donazione del 1101, ai Giochi, al Torneo Medioevale ed alle manifestazioni più antiche
Giovedì 10 Dicembre 2009
Dopo una pregevole disanima della presenza dei Normanni nel Sud ed in particolare nella zona del Pollino, l’Autore traduce il documento della... Leggi tutto...
Riflessioni sulla Cultura
Mercoledì 19 Maggio 2010
Sappiamo ormai che alla sua nascita, diffusione, crescita, collaborano tutte le forze che sono presenti nella storia dell’umanità: la costruzione... Leggi tutto...
Pregi e pericoli dei Mass Media 3
Martedì 23 Marzo 2010
In effetti egli è talmente stordito ed assorbito dalle notizie più diverse e disparate, che a poco a poco s’immerge e sguazza in una specie di... Leggi tutto...
PRESENTAZIONE DEL "DIZIONARIO ETIMOLOGICO DIALETTALE MORMANNESE" Del prof. Luigi PATERNOSTRO
Martedì 09 Marzo 2010
Introduzione Una prima necessaria presa di coscienza riguardo al dialetto consiste nel rendersi conto di come esso sia un prezioso bene culturale.... Leggi tutto...
Ultimi Commenti
  • gran bell'articolo, davvero interessante Leggi...
    20.12.09 10:58

Sappiamo ormai che alla sua nascita, diffusione, crescita, collaborano tutte le forze che sono presenti nella storia dell’umanità: la costruzione di un aratro come la scoperta dell'America, l'invenzione della polvere da sparo come la poesia del Leopardi.

Perciò essa è composita ed eterogenea, regionale ed internazionale, e quindi si nutre di ogni apporto.

Si pensi agli elementi di diversa prove¬nienza che convergono nella formazione ed individuazione di un europeo, quanto vi è in lui di biblico, di greco, di romano, di cristiano.

E’ ormai accertato che la cultura oggi mediamente ogni dieci anni raddoppia i suoi contenuti.

Alla cultura spetta il compito, perciò, anche della trasmissione dei suoi contenuti e per questo scopo essa utilizza mezzi vari, parlati e scritti, sonori e filmati : certo in questa opera sono privilegiate le società che hanno imparato non solo a scrivere e a far di conto, ma anche la tecnologia e a non affidare i propri risultati solo alla trasmissione memoriale e orale.

In questo fatto è la spiegazione della insistenza di tutti i popoli moderni a sviluppa¬re i sistemi di comunicazione, ad educare i ragazzi ad usare le innovazioni tecnologiche al fine di affidare ad essi le abilità acquisite, gli strumenti utilizzati.

Ma la cultura nel suo significato più espansivo e completivo include tradizione e prospettive, si ancora nella società e si colloca dentro la storia.

La cultura costituisce un insieme di conoscenza e di capacità esistenziali, fuso con la vita stessa e farsi una cultura significa formarsi nell'ambito di tutto il gruppo sociale cui si appartiene, senza perdere la propria personalità, per cui intellettuale non è colui che ha studiato tanto, che è parte di una ristretta èlite , avulso dal contesto sociale, chiuso in una “turris eburnea”; ma lo è chi riesce ad organizzare la propria vita e la propria esistenza operando con gli altri, in modo da ricevere e continuamente trasmettere le proprie conoscenze.

Ogni conoscenza, dunque, deve essere tale da venire utilizzata dall’ambiente sociale in cui ogni essere umano vive e produce, per cui la

cultura diventa un fatto di vita e non solamente di sapere.

La cultura, infatti, è sempre un fatto storico, un modo di operare tra gli altri e con gli altri, di dare una risposta al perché della vita.

Già da tempo non si contrappongono più le “due” culture, in quanto entrambe sono espres¬sioni storiche ed egualmente necessarie, sia la cultura umanistica, sia quella scientifica.

In ambedue ritroviamo la capacità formatrice della persona umana, quegli elementi per i quali ogni uomo esprime la propria autenticità e creatività, si associa agli altri e intende ad un'opera di civiltà e di arricchimento morale.

Sono ben note le motivazioni che sono state o vengono addotte a favore del¬la superiorità dell'un tipo di studi o dell'altro.

Così, per esempio, a difesa dell'e¬ducazione tecnico-scientifica si è talvolta detto che essa è l'educazione adatta ai nostri tempi, mentre lo studio dei classici sarebbe alienante ed elusivo, inca¬pace di formare uomini in grado di inserirsi negli odierni processi produttivi e quindi nella società.

Di contro a questa tesi si è obiettato che sarebbe proprio l'educazione tecnico-scientifica quella veramente alienante nel senso che que¬sta proibirebbe la comprensione dei movimenti storici e sociali e preparerebbe «alienati» a servizio del «profitto».

Si è difesa la cultura tecnico-scientifica per¬ché questa sarebbe la cultura che serve, e, d'altro canto, si è difesa la cultura umanistica affermando il suo valore proprio nel senso che essa non servirebbe a niente: proprio perché è «bella» e non utile, ovvero nel senso che sarebbe utile e necessaria a sviluppare qualità estetiche e morali escluse dalla cultura tecnico-scientifica.

Si è detto che la cultura classica ha creato modelli insuperabili cui tutte le altre epoche dovrebbero richiamarsi.

Ma si fa presente che è proprio lo sviluppo della scienza a dimostrare che gli uomini, oltre ad avere un passato, hanno anche un futuro, che è nostro compito rendere migliore, costruendo altro sapere ed altre opere piuttosto che dedicarsi all'archeologia del sapere e delle opere passate.

Si è difesa la cultura classica perché sarebbe dai suoi modelli che gli uomini avrebbero tratto ispirazione e sugli esempi antichi si sarebbero nutriti gli spiriti rivoluzionari di tutti i tempi.

Ovviamente, la questione della superiorità dell'educazione umanistica o di quella scientifica non ha senso, e non è quindi il caso di insistervi.

La funzione della scuola e dell’università non è quella di formare tutti Fisici o di far diventare tutti Archeologi e non anche, per esempio, dei cittadini culturalmente attrezzati per comprendere il mondo in cui vivono in modo da poter riverberare all'in¬terno della comunità in cui operano il loro contributo proprio in quanto cittadi¬ni (e non solo in quanto Fisici o Archeologi).

Così si giunge ad una prima con¬clusione che vale a eliminare errori di visione e di giudizio: la cultura, cioè, coincide con lo sviluppo della personalità dell'uomo, con la partecipazione alla società e at¬traverso questa alla edificazione di un mondo su cui si collochino sempre più natu¬ralmente la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la verità, la bellezza, la trasparenza, la fiducia nel progresso.

 

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