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Le lenticchie sono il più antico legume, coltivato già nel 7000 a.C. in Asia.

Si diffusero poi in tutto il bacino del Mediterraneo e divennero cibo base dei Greci e dei Romani.

In Italia la coltivazione è diffusa soprattutto in altopiani dove le condizioni di clima e di terreno conferiscono un altissimo pregio qualitativo al prodotto, per esempio Castelluccio di Norcia (DOP) e Colfiorito in Umbria o Leonessa nel Lazio, ma ci sono anche quelle del Fucino e quelle di Mormanno (cs) (1), la verde di Altamura e quelle piccole e tenere di Ustica, che crescono sui terreni vulcanici dell’isola e sono molto rare.

Le lenticchie erano il cibo base dei popoli poveri della Grecia e di Roma, tanto che il nome di una delle famiglie romane più importanti, quella dei Lentuli, deriverebbe da questo legume.

Inoltre ,nel XVII secolo, proprio per la sua forma, la lenticchia diede il proprio nome latino (Lens) alla lente di vetro.

Fu Catone a dettare alcune norme per cucinarle nel modo migliore; poi Galeno, celebre medico, ne sottolineò le virtù terapeutiche.

Esaù, si legge nella Bibbia, vendette al fratello Giacobbe il diritto di primogenitura in cambio di un fumante piatto di lenticchie.

La lenticchia è stata una coltura importante come il grano, orzo, piselli e lino.

Durante il periodo Neolitico si diffuse in Grecia e Bulgaria e durante l'età del bronzo nel Vicino Oriente e nel Mediterraneo.

Gli antichi greci non solo le hanno utilizzate nelle minestre, ma anche per fare il pane e Plinio ha descritto non solo della coltivazione di lenticchie da seme, ma anche le loro proprietà medicinali ed i modi per utilizzarle per vari rimedi

Il famoso Apicio ha dedicato alle lenticchie diverse ricette.

Nel sesto secolo, Antimo racconta che le lenticchie devono essere cotte lentamente, e una volta cotte si dovrebbe aggiungere un poco di aceto per esaltarne il sapore e completare con un filo d'olio, coriandolo e un pizzico di sale.

Grazie al loro basso costo e alla facile reperibilità, furono definite "la bistecca dei poveri": contengono infatti il 25% di proteine, oltre al 53% di carboidrati e, dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di lenticchie equivalgono a 215 grammi di carne.

Oggi i dietologi le consigliano perché oltre ad essere molto digeribili sono totalmente prive di grassi e di colesterolo, ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B.

Sono utili per riequilibrare i disturbi dello zucchero ematico e non contengono glutine, come conferma l’Associazione italiana Celiachia.

Per mantenerne intatte le virtù si consiglia di mettere in ammollo prima di cucinare solo le lenticchie a buccia spessa.

Ne esistono infatti diverse varietà a seme grande e a seme piccolo, possono essere marroni, rosse (come la lenticchia egiziana) o bionde.


(1) Le nostre sono nominate in una cronaca del XVII secolo che trovasi presso l'Archivio della biblioteca di VARSAVIA



Agli Amici Vincenzo, Catia e Francesco


O Viator che, spero, già visitasti il Borgo Antico

che Tu sia il “Benvenuto” all’Osteria del Vico.

Sappi che qui potrai assaggiare, se curiosa voglia n’avrai

squisite pietanze sempre originali, dal gusto arcaico assai.

Làgani con le sapide Lenticchie (ch’Esaù vorace e stanco

scambiò coi suoi diritti), o col “Fagiolo Poverello Bianco”,

genuini pregi di quest’ameno Loco, per essi assai nomato,

poi “Baccalà ’nduràtu e frìttu”, dai Normanni portato,

o (assaporalo adagio) “ ‘nfarinàtu cu piparòl’e pummidòri”:

Scoprirai così veri Sapori, già lodati da tanti intenditori.

Aggiungi un pizzico, se vuoi, del nostro amato Peperoncino,

discreto e stuzzicante come Noi, cordiale gente del Pollino.

Domenico Crea

www.creadomenico.com

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 06 Luglio 2016 08:29)

 

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