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Risveglio

 

Dell’ampia sala al centro

d’un tratto,

tu sola, affascinante,

tra tante  gli occhi t’han notata.

 

Biondo, come chioma su

slanciata

spiga di granturco, il crine,

al tuo bel volto corona.

 

E dal mio vecchio cuore,

subitamente, 

luminosa, modica scintilla

con antico vigore tosto  eruppe.

 

Da essa, come stella,

amabilmente,

verso te guidato, stupito

e sbigottito,  io m’appressai.

 

Al suono, dolce, della tua voce,

smarrito,

ammaliato restai e nei

cerulei  tuoi  occhi  mi  beài.

Poi sonnolento cuore,

lietamente,

prontamente  rapìto,

di nuovo già felice palpitò.

  

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento (Sabato 18 Aprile 2015 19:26)