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Galeazzo fu senz'altro un carattere irrequieto ed autoritario, dotato di una spiccata personalità egocentrica, ma la sua vita non deve essere considerata e giudicata fuori del suo tempo.

Era quella l'epoca in cui non c'era cavaliere o feudatario che non commettesse arbitri; l'imporre ingiustamente la propria volontà con la forza, era la prerogativa del ceto nobile.

Belmonte, ove esisteva la sola autorità del signore, non poteva fare eccezione alla regola e dovette sottostare anch'essa alle consuetudini proprie del periodo feudale.

Ci conforta il fatto che del suo poco edificante comportamento nei riguardi dei suoi vassalli, il poeta provò rimorso e pentimento, come egli stesso fa chiaramente intendere in alcuni sonetti, e ciò in parte lo redime.

D'altronde non tutti i vassalli furono contrari al poeta.

Anche diversi anni più tardi, quando la sorella Diana, ultima feudataria della famiglia dei Tarsia, dovette versare una forte somma di danaro per riscattare il feudo dal Fisco, non furono pochi i cittadini di Belmonte ad aiutare Diana con loro spontanei contributi in danaro, e ciò sta a dimostrare che almeno una parte dei vassalli desiderava che la Signoria dei Tarsia continuasse a reggere la loro terra.

Galeazzo di Tarsia è considerato dalla critica letteraria il miglior petrarchista; il Tasso e il Marino, il Foscolo e il Leopardi usarono molte delle sue espressioni poetiche, dall' "ermo colle", ripreso da quest'ultimo, al se "a te fur care le mie chiome e il viso" che si leggono nei "Sepolcri" del Foscolo.

Fra i petrarchisti cinquecenteschi, Galeazzo di Tarsia è il più originale, per la forte personalità che traspare dai suoi versi. La sua forma poetica è certamente petrarchista, ma il suo spirito e il contenuto dei sonetti è profondamente romantico.

Molte sono le poesie dedicate a Vittoria Colonna, donna lungamente amata di un amore passionale che rimase però platonico. Sono rime ricche di espressioni classiche e mitologiche in cui egli prega la donna amata, che non si accorge del suo amore, di consentirgli di cantare la sua bellezza e le sue virtù.

Vittoria Colonna fu una musa letteraria dell'epoca alla quale molti poeti dedicarono versi, amica di letterati e artisti e fu molto amata anche da Michelangelo Buonarroti.

La lirica più originale e romantica di Galeazzo di Tarsia è nei sonetti dedicati ai due grandi amori passionali e sensuali della sua vita, dopo quelli dedicati a Vittoria Colonna e rivolti alla peregrina giovinetta schiva e alla bionda, bellissima e molto amata moglie Camilla.

In essi il poeta descrive le sensazioni, le gioie e i dolori di quegli amori, manifestando con espressioni originali e virili la sua passione e la sua sensualità, nel desiderio della donna amata

A Belmonte Calabro , a cura della Pro Loco, si indice ogni anno il Premio Letterario "Galeazzo di Tarsia" e la premiazione avviene di solito nella piazza Galeazzo di Tarsia, la sera dell'ultimo sabato di luglio.

L'originalità di Galeazzo di Tarsia si fonda sulla frequenza delle invenzioni delle immagini poetiche e su una continua sperimentazione di lingua e di stile. La libertà rispetto alla tradizione, la mancanza di precisi canoni stilistici, a parte il referente comune alla lirica del tempo del Petrarchismo e del Platonismo, hanno portato i critici a vedere in lui un preromantico.

È stato definito preromantico per la ricerca di nuove corrispondenze tra le immagini poetiche e gli oggetti della realtà, per il modo in cui si distacca dall'esperienza petrarchesca della poesia, depurandola da ogni elemento contingente fino a farle assumere caratteri universali.

Certamente nella varietà di motivi (l'esilio, la nostalgia della patria, l'amore per la donna ideale, Vittoria Colonna, e per la moglie, Camilla Carafa) del breve canzoniere di questo poeta (quasi tutti sonetti) e nel modo in cui egli riprese i temi della tradizione letteraria petrarchesca, si rileva la caratteristica più interessante della poesia di Galeazzo di Tarsia: il rapporto che si stabilisce per via analogica tra il ricordo, come nostalgia sentimentale, e le immagini concrete della realtà.

La situazione sentimentale dell'amore è filtrata costantemente dalle condizioni e dai luoghi in cui essa si è espressa. Vi è una correlazione funzionale e non armonica, tra la parola e le immagini di oggetti e di luoghi della natura che descrivono il sentimento; così quella che può sembrare incertezza stilistica e difficoltà di mantenersi entro i termini di una costruzione sintattica regolare appare invece come un atteggiamento consapevole di voluto distacco dai canoni della melodia e dell'armonia della parola petrarchesca.

Rimangono certi stilemi fissi che rimandano al Canzoniere di Petrarca, ma nella poesia di Galeazzo di Tarsia viene meno la presenza del sentimento, che è avvertito come un'entità lontana, trascendente.

Esso non si trova nell'immagine poetica, ma è percepibile invece la sua assenza: I'oggetto fisico, materiale, rimanda ad una essenza metafisica inconoscibile nella sua completezza; da ciò, quasi uno”sfumato” leonardesco, nasce appunto I'originalità della poesia di Galeazzo di Tarsia.

A vostra disposizione per la consultazione la raccolta: "Rime"  di Galeazzo di Tarsia (Einaudi, 1980) scaricabile a questo link

Ultimo aggiornamento (Martedì 12 Aprile 2016 17:28)

 

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